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Silfio
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Il mwbqsilfio (conosciuto anche come mwbgmwbwsilphion o mwcamwcqlaser o mwcgmwcwlaserpicio) è una pianta estinta appartenuta probabilmente al mwdagenere mwdqmwdgFerula (mwdwfamiglia mweaApiaceae o Ombrellifere). Cresceva in una ristretta zona costiera, di circa 200 per 60mweq km, in mwegCirenaica (attuale mwewLibia). Spesso descritto come una specie estinta di "finocchio gigante", il silfio è considerato come la prima specie vegetale della cui estinzione si ha documentazione scritta.

Rappresentava un tempo la maggiore risorsa commerciale dell'antica città di mwfqCirene per il suo utilizzo come spezia e medicinale. La pianta era così importante per l'economia cirenaica che divenne il simbolo della città ed era rappresentata in molte delle sue mwfgmonete.

Secondo la leggenda, la pianta era un dono del dio mwgaApollo. Era ampiamente utilizzata dalla maggior parte delle antiche culture mwgqmediterranee; i mwggRomani la consideravano "valere il suo peso in mwgwdenarii."

Il prodotto di valore era una resina (detta mwhqlaser o mwhglaserpicium) ricavata dalla pianta. Veniva raccolta in maniera simile alla mwhwmwiaFerula assafoetida, una pianta con proprietà simili al silfio, tanto che i Romani, compreso il geografo mwiqStrabone, usavano la stessa parola per descrivere entrambe.

A parte i suoi usi nella cucina greco-romana (come ad esempio nelle ricette di mwiwApicio), la pianta era utilizzata per molte applicazioni mediche. Si riteneva che curasse la tosse, la gola irritata, la febbre, l'indigestione, i dolori, le verruche ed altri tipi di malattie, ma soprattutto, secondo mwjaPlinio il Vecchio, era utilizzata come contraccettivo. Oggi sappiamo che molte specie appartenenti alla famiglia delle mwjqApiaceae hanno proprietà mwjgestrogeniche, ed è stato dimostrato che alcune (come la mwjwcarota selvatica) possono fungere da mwkaabortivo; è quindi possibile che la pianta fosse farmacologicamente attiva per la prevenzione o l'interruzione della gravidanza.

Nel carme 7 del suo mwkgLiber, mwkwCatullo cita la città di "mwlaCirene ricca di silfio" (mwlqlasarpiciferis...Cyrenis) per caratterizzare il deserto libico, i cui granelli di sabbia sono tanto numerosi quanti i baci richiesti dal poeta.

Alcune fonti sostengono che il tradizionale simbolo del cuore (♥) derivi dalla forma dei suoi semi (vedi sezione mwlwSimbologia).

Contents

Note

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Estinzione

La ragione della presunta estinzione del silfio non è completamente chiara. Una tesi si basa su un aumento della domanda di animali cresciuti nutrendosi della pianta per via dei presunti effetti sulla qualità della carne. Sta di fatto che il pascolo eccessivo combinato con un'eccessiva raccolta potrebbero aver provocato l'estinzione.

Il clima del mwowMaghreb è andato progressivamente inaridendosi nel corso dei millenni e la desertificazione potrebbe essere stata un altro fattore.

Un'altra teoria punta il dito contro l'avidità dei governatori della mwpqprovincia romana mwpgmwpwCreta et Cyrene; la cosa sarebbe del tutto plausibile, visto che la corruzione dei governatori romani era già stata documentata da mwqaCicerone nelle sue mwqqmwqgVerrinae. Dopo aver preso il potere dai coloni greci che avevano governato Cirene democraticamente per secoli, i governatori avrebbero cercato di massimizzare i profitti della loro provincia facendo coltivare intensivamente il silfio, ma rendendo in questo modo il suolo inadatto ad ospitare la pianta selvatica a cui si attribuiva il valore di medicinale. mwqwTeofrasto dice che il tipo di mwraFerula che veniva specificamente chiamata "silfio" aveva delle esigenze così particolari da crescere solo allo stato selvatico e da non poter essere coltivata con successo su di un terreno dissodato. La validità di questa affermazione è comunque dubbia, visto che Teofrasto stava semplicemente citando una testimonianza di un'altra fonte.

J. S. Gilbert, in una sua ipotesi, ritiene che il prodotto esportato (che era una specie di mwrggomma) non derivasse unicamente dalla pianta ma che vi fossero miscelati anche degli intestini di insetto contenenti il composto chimico mwrwcantaridina. Per rendere il prodotto appetibile secondo i gusti dei greci, l'ingrediente derivato dall'insetto sarebbe stato tenuto segreto. Quando i governatori romani presero il controllo della regione, per la produzione del silfio avrebbero utilizzato il lavoro degli schiavi, che però ignoravano il modo in cui il prodotto avrebbe dovuto essere preparato: poiché non si riusciva più ad ottenere la stessa qualità di un tempo, si pensò che la vera pianta del silfio si fosse estinta. La cantaridina è tossica per l'uomo, e un po' come per la mwsamwsqMentha pulegium, l'ingestione di una piccola quantità non ucciderebbe necessariamente un adulto, ma potrebbe molto più facilmente uccidere un embrione in via di sviluppo.

Gli ultimi esemplari vennero donati all'imperatore mwswNerone a titolo di curiosità, come scrive mwtaPlinio il Vecchio nel suo celebre trattato mwtqmwtgNaturalis historiacite-ref-1[1]cite-ref-2[2].

Mentre mwwamwwqFerula assafoetida è considerata come la specie ancora esistente più somigliante al silfio, si è spesso tentato di riconoscerlo in alcune specie vegetali ancora esistenti (per esempio, mwwgFerula tingitana). Tuttavia, molto più promettente è la recente (2021) ipotesi che il silfio non sia altro che mwxamwxqFerula drudeana, una rara specie endemica della mwxgCappadocia, raccolta nel 1909, classificata nel 1930, riscoperta nel 1983 e riconosciuta con ottime probabilità come silfio fra il 2012 e il 2022cite-ref-3[3].

Simbologia

Ci sono state alcune speculazioni sul nesso tra il silfio e la tradizionale simbologia della forma del mwagcuore (♥)cite-ref-4[4].

Alcuni ritengono che il simbolo del cuore, in ambito religioso, sia stato utilizzato per la prima volta nel mwcaXVII secolo, quando mwcqSanta Margherita Maria Alacoque ebbe una visione di una forma di cuore dentro una mwcgcorona di spine. Ad ogni modo, il simbolo è presente in mwcwvetrate molto più antiche.

Il simbolo è piuttosto simile al mwdqgeroglifico egizio utilizzato per indicare il concetto del cuore (mwdgmwdwỉb):

La natura sessuale di quel concetto, combinata con l'ampio uso del silfio nell'antico Egitto per il controllo delle nascite, e il fatto che i mwgwsemi del silfio erano a forma di cuore, lascia pensare che il geroglifico mwhamwhqỉb possa essere derivato dalla forma del seme di silfiocite-ref-5[5].

Araldica

Nel 1919 alla mwjaCirenaica italiana venne concesso, con mwjqregio decreto del 3 aprile 1919, uno stemma «d'azzurro, al silfio d'oro reciso, e sormontato da una stella d'argento. Lo scudo timbrato da corona antica romana»;cite-ref-6[6] il colore del fondo dello mwkgscudo divenne successivamente (tra il 1932 e il 1937) rosso e in quest'ultima versione appare nell'arma concessa alla mwkwLibia italiana il 16 dicembre 1940.cite-ref-7[7]

Il silfio d'oro è stato poi assunto nell'mwmqaraldica militare mwmgitaliana quale simbolo delle unità che hanno combattuto nelle campagne in mwmwAfrica settentrionale durante la mwnaseconda guerra mondiale.

Note

cite-note-11. mw1a(mw1qmw1gEN) mw1wmw2aRoman health food, su mw2qcoquinaria.nl mw2g(archiviato dall'mw2wurl originale l'8 aprile 2016).
cite-note-22. mw3wmw4amw4qApicio e la cucina degli antichi romani (mw4gmw4wPDF), su mw5aveleia.it.
cite-note-33. mw6aMahmut Miski, mw6qNext Chapter in the Legend of Silphion: Preliminary Morphological, Chemical, Biological and Pharmacological Evaluations, Initial Conservation Studies, and Reassessment of the Regional Extinction Event, in mw6gPlants, 2021.
cite-note-44. mw7gE. N. Favorito e K. Baty, mw7wThe Silphium Connection, in mw8aCelator, vol.mw8q 9, n.mw8g 2, febbraio 1995, pp.mw8w 6-8.
cite-note-55. mw9wCarlo Casi (a cura di), mw-amw-qLa cucina nel mondo antico: archeologia e storia dell'alimentazione dalla Preistoria al Medioevo, Mastarna srl, 2009, p.mw-g 132.
cite-note-66. mw-wLuigi Rangoni Machiavelli, mwaqaStemmi delle colonie, delle provincie e dei comuni del Regno d'Italia riconosciuti o concessi dalla Consulta Araldica del Regno al 1º novembre 1932, in mwaqeRivista del Collegio Araldico, anno XXXI, luglio 1933, p.mwaqi 365.
cite-note-77. mwaqyA. Z., mwaqcLo stemma coloniale della Libia, in mwaqgVexilla Italica, a. XIV, n. 2, 1988, pp.mwaqk 46-47.

Bibliografia

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Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul silfio

Collegamenti esterni

• mwatiSilphium, prima vittima dello sfruttamento, su nunc.ch. URL consultato l'8 giugno 2025.
• mwatq(EN) Notizie e disegni sul silfio, storia di Cirene e delle sue monete, su ancient-coins.com. URL consultato il 6 febbraio 2006 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2006).
• mwaty(EN) L'utilizzo del silfio come spezia nell'antica cucina romana, su gernot-katzers-spice-pages.com.